Aperitivo al buio

Nei giorni dedicati alla realizzazione del progetto “Assaggia quello che non vedi”, il ristorante “Sapori di casa mia” di Lonigo ha accolto con grande entusiasmo, disponibilità ed emozione gli studenti dell’indirizzo Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale, offrendo loro la possibilità di vivere un’esperienza intensa e altamente formativa.                                                                                              
Nel corso di due giornate distinte, (15 e 16 aprile 2026) la struttura ha ospitato le classi 4SA4SB e 3SA, permettendo agli allievi di partecipare a un’attività che il nostro istituto organizza annualmente con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema della disabilità, in particolare sulla disabilità sensoriale.                                                                                                                                            L’organizzazione dell’iniziativa è stata curata dalla docente Prof.ssa Fabiana Ianne, insegnante di Psicologia e referente del progetto, in collaborazione con l’Associazione Italiana Ciechi e Ipovedenti ETS – APS, sezione territoriale di Vicenza. Fondamentale è stata la partecipazione del consigliere Alessandro Maistrello e di altre figure associative, tra le quali le splendide Paola e Federica, che hanno contribuito in modo significativo a rendere l’esperienza autentica, coinvolgente e profondamente educativa. Il cuore dell’esperienza è stato il laboratorio sensoriale dal titolo “Assaggia quello che non vedi”, durante il quale gli studenti hanno vissuto alcune ore “al buio”. Indossando una mascherina oscurante, gli allievi hanno sperimentato cosa significa mangiare, assaggiare cibi e bere senza l’uso della vista, affidandosi esclusivamente agli altri sensi. Questa esperienza “alla cieca” ha permesso agli studenti di riflettere concretamente sulle difficoltà quotidiane che le persone non vedenti e ipovedenti affrontano, ma anche sulle strategie, le competenze e le risorse che sviluppano per vivere in autonomia.                   
Accanto alla dimensione esperienziale, di grande valore è stato il momento di incontro, dialogo e ascolto: gli studenti hanno potuto conoscere le storie personali degli ospiti non vedenti e ipovedenti, ascoltare i loro racconti di vita, porre domande, confrontarsi e lasciarsi stimolare da riflessioni profonde. La partecipazione attiva degli allievi, mossa da curiosità, interesse e sensibilità, ha reso ogni incontro ricco di significato. L’attività si è rivelata estremamente significativa e coinvolgente, favorendo lo sviluppo di empatia, consapevolezza e rispetto verso la diversità. Gli studenti hanno potuto trasformare concetti teorici affrontati in classe in esperienza vissuta, consolidando competenze personali e professionali fondamentali per il loro percorso formativo futuro. 
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